L'Isola Garibaldi è un quartiere storico di Milano caratterizzato da una forte identità che oggi non sembra essersi sopita nonostante i processi di trasformazione subiti.
Nell'Ottocento è stato il rione dei "locch" (cioè balordi di ogni tipo) e degli ubriaconi di professione. In questo secolo si è trasformato prima in borgo di falegnami, arrotini e stagnari; oggi è un rifugio urbano per artisti ed artigiani d'arte (orafi, ebanisti, pittori, scultori, illustratori e fotografi), diventando la nuova "Brera" milanese.
L'origine del nome "Isola" risale al carattere di isolamento tipico della zona, che fin dal passato era separata dal resto della città da ferrovie e cimiteri.
Un tempo, nella zona settentrionale di Milano, per "Isola" si intendeva una casa isolata. Infatti in origine il quartiere corrispondeva solo agli edifici identificabili coi numeri 10, 12 e 14 di via Borsieri (Il numero 10 è ad oggi demolito).
Successivamente, in seguito dalla cacciata degli Austriaci del 1859, l'Isola venne denominata "Garibaldi".
Lo stesso Garibaldi, in piena dominazione austriaca, fu ospite dell'edificio di via Borsieri 14. L'episodio viene ricordato da un busto che, rimasto a lungo nel cortile del fabbricato, è ora conservato in un circolo.
Dopo la completa ristrutturazione l'Arena Civica è tornata ad essere teatro di grandi manifestazioni come, nel settembre del 1996, la finale del Grand Prix Iaaf di atletica leggera e la Notturna di Milano, il meeting internazionale di atletica leggera che si svolge ogni anno nel mese di giugno.